La nostra luna

La nostra luna

In questo momento in cui gli occhi e le attenzioni si concentrano sulla possibilità per l’essere umano di rimettere un piede sulla Luna, questo libro offre un viaggio ricco di fascino e scoperta. Perché la Luna è ancora lì a osservarci e pronta a essere osservata e studiata.

La Luna è la parte più contigua a noi del cosmo; è dove l’universo ci viene davvero a trovare, ci “tocca”: non vi è necessità di alcuna sofisticata strumentazione per ammirarla. Rebecca Boyle con La nostra luna (Aboca, 2025) scrive un’opera importante e necessaria, in quest’epoca di “ritorno alla Luna” attraverso le missioni Artemis (e non solo).

In tre estese sezioni (Come si è formata la Luna, In che modo la Luna ci ha creati e In che modo abbiamo creato la Luna) Boyle ci guida infatti attraverso un viaggio affascinante di (ri)scoperta del nostro unico satellite naturale, condotto con sguardo felicemente panoramico, capace di abbracciare la scienza, la storia, la mitologia, le missioni spaziali, la storia dell’origine della vita, lo studio del cosmo in senso più vasto. Restituendoci, alla fine, un quadro della Luna che va oltre il semplice trattato scientifico – sia pure di taglio divulgativo – e ambisce piuttosto a osservarla da una feconda molteplicità di angoli.

Per infiniti motivi, siamo ciò che siamo anche grazie alla Luna: questo testo, prodigo di informazioni e redatto in modo limpido e chiaro, ci aiuta finalmente a comprenderlo. Con autentico spirito scientifico, non vengono elargite certezze statiche nel testo: piuttosto, di pagina in pagina si avverte il fermento delle varie teorie riguardo l’influenza della Luna su mille ambiti della vita umana (perfino quello riproduttivo).

Contribuisce non poco alla sua appetibilità il fatto che si tratta di un libro di incontri e di relazioni. Non un arido elenco di nozioni, piuttosto un itinerario ragionato in cui l’autrice ci invita a prendere posto accanto a lei per accompagnarla nei suoi diversi viaggi di esplorazione, per andare a parlare con esperti di una o l’altra disciplina: con il desiderio, mai esausto, di farsi raccontare, di gettare luce su un ennesimo punto di vista, su un ulteriore spicchio di Luna.

Con lei entriamo dunque nella sala riservatissima del Johnson Space Center della Nasa a Houston, dove si conservano i campioni di rocce lunari. E sempre in sua compagnia, varchiamo l’entrata di musei, ripercorriamo i pensieri avanzati da filosofi e scienziati nel corso dei millenni, scopriamo come la Luna abbia sorprendentemente influenzato la vita sulla Terra, o addirittura – secondo alcune ipotesi – ne sia stata causa imprescindibile. Con una particolare attenzione al lato umano della storica impresa, seguiamo gli astronauti di Apollo 11 non soltanto durante l’arrivo sulla Luna ma anche dopo il ritorno, apprendendo come un’esplorazione di tale portata abbia rivoltato completamente il seguito della loro vita sulla Terra.

Un aspetto da menzionare – insolito in un libro di alta divulgazione come questo – è la completa mancanza di illustrazioni. Se questa scelta all’inizio può lasciare perplessi, proseguendo nella lettura la si avverte come pienamente funzionale al racconto della Luna condotto nel testo, all’attitudine di Boyle di evocare e non appena di illustrare.

Entrare nella nuova epoca lunare con libri come questo aiuta anche a vivere il presente con maggiore consapevolezza. E, cosa non meno importante, alimenta il nostro senso di meraviglia per il cosmo, di cui la Luna rimane certamente l’avamposto più suggestivo e più evidente.

SIAMO RIMASTI IN TRE
La navicella spaziale Orion, la Luna e la Terra insieme nello scatto raccolto dall’equipaggio di Artemis II la sera del sesto giorno di missione. Crediti: Nasa